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L’emozione non è poi così..fantascientifica

Il Corriere:

MILANO – L’ultima frontiera della tecnologia è un robot che si emoziona, è in grado di stabilire legami con le persone e che può perfino avere diverse personalità a seconda di come è programmato. Non si tratta di un film di fantascienza ma della realtà, realizzata da ricercatori dell’Università dell’Hertfordshire in Gran Bretagna. I tecnici dell’equipe del dipartimento di robotica hanno creato Nao, il primo robot sensibile in grado di spaventarsi, rattristarsi o rallegrarsi a seconda degli stimoli ricevuti dalle persone che gli sono intorno. «Le emozioni – ha detto al quotidiano britannico Guardian Lola Canamero, che ha diretto la ricerca – vengono espresse attraverso gesti e movimenti del corpo anziché espressioni facciali o verbali».

CAPACITÀ EMOTIVA DI UN BAMBINO – Nao è stato programmato con le capacità emotive di un bambino di un anno. Reagisce ai sorrisi degli uomini e alle loro carezze, mostrandosi contento. Ma soprattutto riesce a stabilire legami, memorizzando il volto delle persone che interagiscono con lui e il modo in cui hanno interagito in passato. Questo, insieme a regole su quello che è bene e quello che non lo è – regole imparate esplorando l’ambiente a lui circostante -, permettono a Nao di determinare come reagire agli stimoli esterni. Gli usi di un robot del genere potrebbero essere vari. Secondo la ricercatrice, Nao potrebbe accompagnare la vita quotidiana degli uomini o per esempio essere di sostegno ai bambini che devono sottoporsi a complicati trattamenti medici, diventando un amico che li aiuti a sostenere lo stress.

Fonte

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In realtà pare che Nao sia “semplicemente” un robot umanoide che cerca di ricalcare l’ideale del robot-maggiordomo, soggetto di fantasie ed ambizioni da parte di molti. Umanoide, non simil-umano riguardo a comportamento emotivo. Stando alle fonti, Nao sarà infatti disponibile a partire dalla fine del 2010, mentre invece il vero protagonista è un altro robot, a cui la dottoressa dell’Università di Hertfordshire sta lavorando, grazie ad un progetto Feelix Growing. Si tratterebbe di un robot in grado di esprimere emozioni attraverso il linguaggio del corpo, secondo l’idea -suppongo- che l’emotività è espressa dal corpo e dai suoi movimenti, piuttosto che dalla voce e dalle espressioni facciali. Il robot somiglierebbe ad un bambino, o comunque ad un primato che sviluppa una relazione di attaccamente col proprio caregiver, utilizzando adattamento emotivo, segnali ed interazioni tipici di un bambino.

Che fine farà la creatura, una volta venuta alla luce? Si pensa ad una applicazione in ambito ospedaliero, come supporto a favore dei bambini. Non conoscendo da vicino il progetto, mi sono chiesto se sia più importante che il robot “provi” ed esprima “sul serio” delle emozioni, ovvero che la sua emotivà sia molto prossima a quella dell’essere umano, oppure che si dimostri un valido supporto in ambito ospedaliero e simili. Chissà. Mi auguro di seguirne l’evoluzione;-)

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